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(AGI) – Roma, 13 mag. – Si trova in condizioni “critiche ma stabili”, l’infermiere sardo contagiato dal virus Ebola dopo un periodo in Sierra Leone come operatore di Emergency. L’uomo, che potrebbe peggiorare nei prossimi giorni, come previsto dal quadro classico della malattia, e’ stato trasferito nella notte dall’aeroporto militare di Alghero a Pratica di mare con un volo in assetto di biocontenimento assoluto, poi da la’ trasportato all’ospedale Spallanzani di Roma, uno dei due centri nazionali specializzati, dov’e’ attualmente ricoverato. L’infermiere e’ arrivato allo Spallanzani “febbrile, lucido e collaborante”. Il decorso clinico potra’ essere molto variabile, hanno spiegato i medici che lo hanno preso in cura ieri, e dipende dalla risposta immunitaria del paziente. I medici dell’ospedale Spallanzani stanno, inoltre, valutando se utilizzare il plasma del dottor Pulvirenti, l’altro paziente italiano curato per il virus. “Stiamo valutando – ha confermato il direttore scientifico dell’ospedale Giuseppe Ippolito – nell’ambito del circuito internazionale”, e “abbiamo gia’ contattato il direttore del centro nazionale sangue”.

Emergency, “Continueremo le nostre missioni in Sierra Leone” – VIDEO

Intanto il paziente “ha iniziato il trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato in Italia”, autorizzato per l’occasione dall’Aifa su indicazione del ministro Lorenzin. Ippolito afferma che c’e’ un “rischio trascurabile” che l’infermiere di Emergency possa aver contagiato altre persone in Italia, e in particolare in Sardegna. Aggiungendo poi che “stiamo verificando contatti ed esposti: a tal fine il dottor Guerra che si trova in Sardegna ci riferira’ sui controlli effettuati”. Il direttore scientifico dello Spallanzani ha chiarito che l’infermiere di Emergency e’ seguito “da medici e infermieri volontari con il supporto di un team logistico e dei laboratori. In totale sono al lavoro circa 100 persone”. “Siamo di fronte a un’altra sfida difficile – ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – che adesso giochiamo all’interno dello Spallanzani, una grande eccellenza italiana, dove l’infermiere ricevera’ certamente il meglio delle cure possibili”. Nel frattempo, a Sassari tre persone, entrate in contatto con l’infermiere sardo sono in quarantena precauzionale nel loro domicilio e le loro condizioni sono costantemente monitorate per un intervento immediato in caso di sintomatologia specifica. .

(AGI) – Roma, 13 mag. – “La scuola e’ il tema fondamentale del dibattito politico di queste ore. Non so come fare a dirlo, qualcuno puo’ pensare che non sia felice delle discussioni. Certo non apprezzoo alcuni toni alcune polemiche, il boicottaggio di chi non vuol fare sostenere i test invalsi agli studenti, ma sono felice che la scuola sia di nuovo al centro dell’attenzione”. Lo ha detto Matteo Renzi, presidente del consiglio, in un video pubblicato sul sito del governo. “Non serve a nulla crescere nel Pil dello 0,3% se non cresciamo nella scuola. Non saremo mai una superpotenza culturale se non ricominciamo dalla scuola”, ha aggiunto Renzi. (AGI) .

(AGI) – Roma, 13 mag. – Nel 2014 “siamo riusciti a fare un flusso di cassa di 15,1 miliardi che e’ il piu’ alto degli ultimi sei anni, in un anno in cui e’ sceso il prezzo petrolio”. E’ quanto ha evidenziato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, nel corso dell’assemblea. “Con questa cassa copriamo gli investimenti, copriamo i dividendi e abbiamo ridotto il debito. Questo e’ il risultato piu’ importante che abbiamo ottenuto. E’ stato importante aver ristrutturato i business ma e’ fondamentale essere riusciti, in un anno come questo, a ridurre il debito.Con il nostro leverage che e’ passato dallo 0,25 allo 0,22”, ha spiegato Descalzi. “Nel 2013 su chimica, raffinazione e gas abbiamo perso 1,5 miliardi di euro. Nel 2014 grazie ai nostri interventi abbiamo perso 250 milioni”. Ha sottolineato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, presentando in assemblea gli interventi per rafforzare i business del gruppo in un periodo di crollo del prezzo del greggio. “E’ stato importantissimo agire nell’anno in cui l’olio ha avuto un prezzo piu’ basso. Questo e’ il risultato piu’ importante di cambiamento strutturale dei business sottostanti fatti a parita’ di condizioni di mercato”, ha evidenziato.

Descalzi ha poi ricordato che l’Ebit nel 2104 era 11,6 miliardi a fronte dei 12,7 miliardi nel 2013. Un calo quindi del 9% ma che “se non ci fossero state le azioni che abbiamo messo in campo la differenza sarebbe stata molto piu’ importante”. “Quando si dice che andiamo in un paese e deprediamo, non e’ vero e lo dice solo chi non conosce la nostra societa’. Noi facciamo proprio l’opposto” e anzi “facciamo uno sforzo incredibile proprio nel rispetto delle comunita'”. Cosi’ l’ad di Eni Claudio Descalzi ha replicato durante l’assemblea di Eni all’intervento fatto stamane da Beppe Grillo. L’ad ha ricordato che Eni e’ in pratica “una societa’ africana, visto che abbiamo il 50% della nostra produzione li’ e molto piu’ del 50% delle nostre riserve e ci siamo fatti riconoscere e accettare ormai da 60 anni proprio per il rispetto e la nostra capacita’ di integrarci. Noi viviamo con loro – ha spiegato riferendosi alle comunita’ locali – abbiamo un modello one-double flag proprio perche’ non c’e’ solo la nostra bandiera”.

Descalzi, Libia fondamentale, segni di minor tensione

Nel territorio, ha ricordato, “sviluppiamo gas per la parte domestica e inoltre facciamo investimenti in diversi campi e questo ci ha permesso di farci riconoscere e accettare”. “Basti pensare che abbiamo il piu’ alto tasso tra la forza lavoro di componente locale, dal 70-90% del personale complessivo che opera li'” e la comunita’ locale “sa che noi ci siamo non solo per fornirgli energia ma anche per investire in altri progetti che riguardano educazione, sanita’ e trasferimento di know how”. In questi campi, e in particolare in quello sanitario, “abbiamo investito piu’ di tutti: dalle banali vaccinazioni a interventi piu’ importanti come la costruzione di ospedali”. “E’ quello che caratterizza l’Eni dai tempi di Mattei – ha aggiunto – ed e’ quello che ha permesso all’Eni di farsi accettare e riconoscere”. E ha cosi’ concluso: “Rispondo cosi’ non per aggressivita’ ma, credetemi, per passione…”. 

Saipem: Descalzi, deconsolidare debito e non uscire del tutto

SHALE GAS

Lo shale gas e’ “per ora una realta’ industriale importante solo negli Stati Uniti”: ha osservato l’ad di Eni Claudio Descalzi. In particolare Eni, ha spiegato, ha deciso di “non entrare in modo pesante” nel settore dello shale gas: “Abbiamo solo una piccola partecipazione in Texas, abbiamo altri potenziali progetti in giro per il mondo soprattutto in Pakistan, Algeria, Ucraina e Indonesia ma non sono attivi”. In Europa, ha aggiunto, “abbiamo verificato le potenzialita’ in Polonia” ma in generale “le potenzialita’ europee non sono paragonabili a quelle americane”. Altre potenzialita’ importanti ci sono in Russia, Argentina e in Cina “ma difficilmente crediamo che si potranno replicare la capacita’ e l’intensita’ produttiva di quanto si produce negli Stati Uniti”.

RINNOVABILI E GAS

Nel lungo termine gas e rinnovabili sono il futuro dell’energia. Lo ha affermato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo alle domande degli azionisti. “Abbiamo gia’ lavorato a progetti sperimentali in Africa nel fotovoltaico. Siamo impegnati con il Mit su progetti triennali sui quali investiamo 50 milioni ma collaboriamo anche con le universita’ di Torino, Milano e Roma per studi sulle rinnovabili”. C’e’ poi la parte gia’ industrialmente avanzata, ha aggiunto, “sulla chimica verde, sulle green refinery ma anche sul solare e sulle biomasse. Non sono esperimenti ma investimenti perche’ pensiamo che nel lugo termine gas e rinnovabili siano il futuro dell’energia”. L’ad ha poi spiegato che Eni e’ “impegnata anche sulle batterie sempre in Usa per dare continuita’ a progetti pilota sul solare”. (AGI)

(AGI) – Roma, 13 mag. – “La Libia e’ fondamentale per Eni. Siamo la prima societa’ estera in Libia e l’Italia e’ vicinissima, noi siamo cresciuti in Libia e con la Libia”. E’ quanto ha affermato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo alle domande degli azionisti. La presenza nel paese africano per Eni “ha ragioni profonde. Abbiamo molte attivita’ offshore e nell’area che non ha avuto grossi problemi”, ha aggiunto. “Noi diamo alla Libia 4 miliardi di mc all’anno di gas, alimentiamo tutto il sistema di power generation libico con Noc. Vuol dire che diamo gas a tutta Libia”. Sulla situazione politica, Descalzi ha affermato di “aver gia’ visto segni di minor tensione nel paese”. ,

(AGI) – Roma, 13 mag. – Eni “non ha intenzione di uscire del tutto” dal capitale di Saipem (di cui detiene il 42,9% e consolida il 100% del debito) ma il nostro obiettivo e’ quello di “uscire per avere la possibilita’ di deconsolidare il debito”. Lo ha affermato l’ad di Eni Claudio Descalzi, parlando a proposito di Saipem e della possibile cessione di una quota. “Noi siamo azionisti di Saipem – ha detto – e quindi vogliamo che Saipem sia una societa’ forte. Vogliamo un suo recupero e pensiamo anche che abbia forti possibilita’. Non vogliamo uscire – ha precisato – ma deconsolidare il debito, o meglio vogliamo uscire per avere la possibilita’ di deconsolidare questo debito e poi comunque starci”. L’ad ha ricordato che di Saipem “noi siamo azionisti ma non controlliamo i progetti e non controlliamo tutti. Siamo l’unica societa’ petrolifera che possiede una societa’ contrattista che lavora per le altre e anche per noi ma non in presa diretta. Noi per lavorare con Saipem dobbiamo fare una gara come tutti”. E ha quindi sottolineato che tra Eni e Saipem “non ci sono sinergie tecnologiche”, “noi siamo azionisti e vogliamo una societa’ forte”. .

(AGI) – Napoli, 13 mag. – Raffaele Schiattarella, 55 anni, titolare insieme ai fratelli Salvatore e Girolamo della fabbrica in cui si e’ registrata una esplosione questa mattina nella zona industriale a Giugliano, e’ morto per le gravi ustioni riportate nella deflagrazione del laboratorio principale. L’uomo era ricoverato in prognosi riservata con ustioni di terzo grado in gran parte del corpo.E sono gravissime le condizioni anche di Salvatore, 40enne, la cui vita e’ appesa a un filo nel reparto Grandi ustionati del Cardarelli. Girolamo invece ha ferite meno gravi ed e’ all’ospedale di Pozzuoli con un altro dipendente dell’opificio ricoverato, Francesco Imperatore.

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(AGI) – Roma, 13 mag. – “Nel 2013 su chimica, raffinazione e gas abbiamo perso 1,5 miliardi di euro. Nel 2014 grazie ai nostri interventi abbiamo perso 250 milioni”. Lo ha sottolineato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, presentando in assemblea gli interventi per rafforzare i business del gruppo in un periodo di crollo del prezzo del greggio.

“E’ stato importantissimo agire nell’anno in cui l’olio ha avuto un prezzo piu’ basso. Questo e’ il risultato piu’ importante di cambiamento strutturale dei business sottostanti fatti a parita’ di condizioni di mercato”, ha evidenziato.

Marcegaglia: taglio dividendo capito e apprezzato dal mercato

Descalzi ha poi ricordato che l’Ebit nel 2104 era 11,6 miliardi a fronte dei 12,7 miliardi nel 2013. Un calo quindi del 9% ma che “se non ci fossero state le azioni che abbiamo messo in campo la differenza sarebbe stata molto piu’ importante”. (AGI)

(AGI) – Roma, 13 mag. – Nel lungo termine gas e rinnovabili sono il futuro dell’energia. Lo ha affermato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo alle domande degli azionisti. “Abbiamo gia’ lavorato a progetti sperimentali in Africa nel fotovoltaico. Siamo impegnati con il Mit su progetti triennali sui quali investiamo 50 milioni ma collaboriamo anche con le universita’ di Torino, Milano e Roma per studi sulle rinnovabili”. C’e’ poi la parte gia’ industrialmente avanzata, ha aggiunto, “sulla chimica verde, sulle green refinery ma anche sul solare e sulle biomasse. Non sono esperimenti ma investimenti perche’ pensiamo che nel lugo termine gas e rinnovabili siano il futuro dell’energia”. L’ad ha poi spiegato che Eni e’ “impegnata anche sulle batterie sempre in Usa per dare continuita’ a progetti pilota sul solare”. .