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(AGI) – Milano, 2 mag. – Le frecce tricolori, la banda dei carabinieri, l’inno d’Italia ‘cambiato’ con la strofa cantata dai bambini che diventa ‘Siam pronti alla vita’; le facce sorridenti, le pacche sulle spalle, la sensazione di un Paese che ce l’ha fatta contro ogni pronostico. Nel giorno dell’inaugurazione dell’Expo e degli scontri di piazza, sul sito espositivo di Rho, con gli oltre 200mila visitatori, l’ottimismo e’ il padrone di casa. Ha la forma di un sospiro di sollievo per il commissario unico, Giuseppe Sala, che nel suo discorso ha rivendicato la “dedizione al lavoro” di tanti che hanno permesso questo risultato, e la forma dello scatto d’orgoglio, tipica del presidente del consiglio, Matteo Renzi, che ha indicato Expo come la “risposta a quanti credevano che non ce l’avremmo fatta”. Il premier ha fatto partire dall’open air theatre un messaggio di positivita’, parlando di un’Italia che “e’ pronta ad abbracciare il mondo” e spiegando che oggi “inizia il domani di un Paese che ha un passato straordinariamente bello ma che ha voglia di futuro”. Un discorso apprezzato dagli ospiti ma che ha sollevato qualche critica. Ringraziando, infatti, quanti hanno lavorato per questo risultato, Renzi ha voluto rivolgere un pensiero particolare all’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti, per “l’intuizione di aver voluto l’evento e la scelta del tema”, ringraziando poi anche Giorgio Napolitano, ma evitando di citare quello che allora era il presidente del consiglio, Romano Prodi (tutti presenti in platea, insieme, tra gli altri, agli ex premier, Mario Monti e Massimo D’Alema). Al termine della cerimonia, il Professore non ha voluto commentare il discorso di Renzi. Ma sono state chiare le parole di Rosy Bindi. Renzi “a volte dimentica i nomi”, ha sottolineato la presidente della commissione anti-mafia, “come si fa a citare la Moratti e a non citare quel nome e quel governo da cui e’ partito tutto?”. “Poi – ha continuato Bindi – siccome le cose non capitano mai per caso, mi faccio le domande e mi do le risposte”. Entusiamo nel discorso del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: “Ce l’abbiamo fatta. Milano si e’ svegliata oggi con uno straordinario primo maggio. Con gioia oggi siamo pronti ad accogliere milioni di uomini che amano la pace”. E del governatore lombardo, Roberto Maroni: “Questa esposizione e’ gia’ un successo lo dicono i biglietti venduti” e il fatto che i “temi della nutrizione e della sicurezza alimentare sono al centro del dibattito globale”. Dopo la cerimonia di inaugurazione, tutti al pranzo di gala al Padiglione Italia. Menu’ di panzanella di verdure all’olio, ravioli di pomodoro candito e melanzane con fonduta fredda di pecorino romano, con, a chiudere, tortelli con frutta fresca, brindisi italiano con spumante Ferrari e caffe” Lavazza. Insieme a Renzi, la figlia Ester e la moglie Agnese – in tailleur pantalone tessuto gabardine beige su tacchi animalier simil rettile – tra gli altri, Graziano Delrio, Roberta Pinotti, Maurizio Martina, e i ministri francesi Laurent Fabius e Segolene Royal. Poi, per il premier, bagno di folla in minicar e a piedi lungo il decumano, visita al Padiglione del Nepal, colpito dal terremoto nei giorni scorsi, e finale rilassante tra i fornelli con lo chef modenese Massimo Bottura. (AGI)