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Sarà il portoghese Hugo Miguel a dirigere la sfida tra Rapid Vienna e Sassuolo. Godinho e Campos saranno gli assistenti, con Rui Texeira come quarto uomo e Capela e Verssimo come arbitri addizionali.

Sarà Vladislav Bezborodov l’arbitro della sfida di Europa League tra Roma e Austria Vienna. Il direttore di gara russo sarà assistito da Gavrilin e Danchenko, dal quarto uomo Vereteshkin e dai due addizionali Fedotov e Levnikov.

(AGI) – Roma, 17 ott. – “L’Italia che ho in mente aumenta il fondo per la non autosufficienza ma investe sempre di piu’ in ricerca e innovazione. Non si dice No al futuro, non rinuncia alle sfide solo perche’ sono impegnative, mai”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi nella sua enews parla della sonda Schiapparelli che sta per giungere su Marte e loda il contributo italiano alla missione europea. “L’Italia sta guidando l’Europa su Marte. La sonda Schiapparelli (eh gia’) sta per ammartare. Se tutto va bene mercoledi’ l’Europa sara’ sul pianeta rosso, prima a farlo dopo gli Stati Uniti. Questa missione spaziale di straordinaria importanza vede l’Italia come Paese leader, anche nei finanziamenti, e Torino come capitale del progetto. E’ una cosa enorme, non valorizzata a sufficienza”. “Si dira’: ma che senso ha andare su Marte quando l’Europa talvolta non riesce a entrare nelle periferie delle sue capitali? Vero – ammette Renzi -. Ma l’umanita’ va avanti solo se qualcuno indica obiettivi ambiziosi e prova a raggiungerli. Non c’e’ contrasto tra investire sulla ricerca e lavorare contro la poverta’. Altrimenti si vive di piccolo cabotaggio, come vorrebbero i minimalisti. Che con la scusa di pensare ai tanti problemi di ogni giorno si dimenticano quale grande sia la loro responsabilita’ verso il nostro futuro”. (AGI)
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(AGI) – Milano, 17 ott. – “Per la prima volta in Italia viene istituito un Fondo destinato ai farmaci innovativi per la cura dei tumori. Plaudiamo alla decisione del Governo di destinare 500 milioni di euro del Fondo Sanitario Nazionale all’acquisto di queste terapie che stanno cambiando la storia di molte neoplasie, garantendo ai pazienti la guarigione o sopravvivenze a lungo termine. Si tratta di una scelta importante nella lotta contro i tumori, per dare risposte immediate e garantire l’acceso ai migliori trattamenti per i tutti nostri pazienti”. Carmine Pinto, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), esprime una profonda soddisfazione per l’annuncio del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non solo di aumentare con la prossima Legge di Bilancio lo stanziamento del Fondo Sanitario Nazionale da 111 a 113 miliardi di euro, ma di vincolarne una parte, 500 milioni, alle cure anticancro. “Da tempo – sottolinea Pinto – la nostra Associazione sostiene con forza la necessita’ di individuare risorse dedicate per garantire a tutti i pazienti oncologici l’accesso alle molecole per cui e’ riconosciuto il carattere di ‘innovativita”. Armi efficaci, come la chemioterapia piu’ attiva e meglio tollerata, le terapie a bersaglio molecolare e ora l’innovazione nel campo dell’immuno-oncologia determinano un allungamento della sopravvivenza con una buona qualita’ di vita. La nostra proposta negli ultimi mesi ha raccolto consensi trasversali, da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ai clinici, dai rappresentati delle Istituzioni alle Associazioni dei pazienti, fino al Ministro della Salute, che ringraziamo. Il Governo Renzi ha compreso l’importanza della nostra iniziativa, che si inserisce in un progetto piu’ ampio, decisivo per milioni di cittadini, il ‘Patto contro il cancro'”. (AGI)
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Mosul – Mosul, 300 chilometri a nord di Baghdad e con un milione e mezzo di abitanti, è la seconda città dell'Iraq. Dal giugno 2014 è sotto il controllo delle milizie dell'Isis. La città è cruciale sia dal punto di vista strategico, in quanto ultimo grande centro ancora sotto il controllo jihadista nel Paese e vicina alla Siria e al deserto occidentale iracheno, sia sotto il profilo simbolico, essendo lì che Abu Bakr al Baghdadi, il capo dell’Isis, si autoproclamò Califfo nell’estate 2014.

Le sue dimensioni ne rendono più difficile la liberazione rispetto ad altre città come Falluja o Ramadi che erano quattro o cinque volte più piccole. Mosul è a stragrande maggioranza sunnita, proprio come i miliziani dell'Isis, mentre il governo e l'esercito iracheno sono prevalentemente sciiti. Tra l'altro vi vivono 7.000 ex ufficiali delle forze armate di Saddam Hussein e altri 100.000 ex militari, molti dei quali furono cacciati nel processo di de-baathificazione (da Baath, il nome del partito di Saddam, ndr) avviato dopo l'invasione americana nel 2003 e che quindi si sono almeno in parte schierati con le forze del Califfato.  

I lunghi preparativi per la riconquista hanno dovuto tenere conto dell'aspetto militare ma anche di quello umanitario (si teme un'emergenza per centinaia di migliaia di profughi e sfollati) e per la ricostruzione che dovrà avvenire garantendo la sicurezza e delicati equilibri politici.  (AGI)

 
 

 

CdV – "Anche in questi anni di incertezza rinunciare agli studi non è la scelta più opportuna". Lo afferma il Rapporto Caritas sull'esclusione sociale diffuso oggi, dal quale emerge che "anche nel periodo di recessione economica, dal 2007 al 2014, i neo laureati sono stati i meno penalizzati nella ricerca di un impiego: il tasso di disoccupazione tra loro è passato dal 9,5% al 17,7% a fronte di un aumento di oltre 16 punti percentuali registrato tra i neodiplomati, dal 13,1% al 30,0%. I dati del Consorzio Almalaurea dimostrano, sottolinea la Caritas, che "proprio nei momenti di crisi che si dovrebbe sostenere e promuovere l'istruzione all'interno delle famiglie, in modo particolare tra quelle meno abbienti; potrebbe infatti rappresentare per queste ultime l'unico strumento di riscatto sociale".

Il Rapporto Caritas affronta anche il tema dei Neet, i giovani che non studiano e non cercano lavoro, rilevando che i nostri connazionali sono più anziani dei Neet stranieri, che in numero più rilevante però si rivolgono ai centri di ascolto della Caritas: l'età media dei Neet italiani è infatti pari a 28,3, mentre tra gli stranieri è di 27 anni.

Quanto a composizione demografica, prevalgono i giovani adulti, tra 30 e 34 anni (39,3% del totale). Scarsi invece i più giovani, in età immediatamente successiva al limite dell'obbligo scolastico-formativo (8% di intervistati tra 15 e 19 anni). La maggioranza dei Neet stranieri è celibe/nubile (56,7%), anche se le persone coniugate rappresentano la seconda categoria per numero di presenze (37,4%). Un certo numero di Neet si colloca anche nell'ambito di situazioni di "nido spezzato" (3,1% di separati o divorziati). Nel caso degli italiani si osserva una distribuzione simile, anche se i celibi/nubili sono meno numerosi (47,4%) e sono invece più numerosi i Neet separati/ divorziati (7,2%). La situazione di convivenza più diffusa è quella della persona coniugata con figli (27,7% degli stranieri, 28,2% degli italiani). Seguono, per gli stranieri, i giovani soli (23,8%), mentre nel caso degli italiani il secondo modello di convivenza è quello della famiglia mono-genitoriale (25,9%). Questo dato, associato alla forte incidenza dei separati/divorziati tra gli italiani, lascia intuire una connotazione di maggior disagio per i giovani italiani rispetto a quella degli stranieri.

Nel caso dei Neet italiani l'inattività dei ragazzi appare in gran parte determinata dall'insuccesso della carriera scolastica e dalla frammentarietà di una carriera lavorativa incapace di costruire solide basi di esperienza professionale. Grande, a tale riguardo, appare la responsabilità dei genitori, che evidenziano spesso una "debole genitorialità": soprattutto nei momenti delle grande scelte formative, a fronte del disorientamento e dell'incertezza tipiche dell'età adolescenziale, le famiglie di origine dei ragazzi italiani si sono dimostrate incapaci di guidare i propri figli nella direzione giusta, orientandoli nella scelta del percorso scolastico.

Ma mentre nel caso degli italiani i problemi si concentrano attorno alla sfera dei bisogni primari (reddito, casa e lavoro), nel caso dei ragazzi di origine straniera si osserva una più omogenea distribuzione di problematiche, che vanno a configurare una situazione sociale più complessa. Alcune di tali difficoltà sono indicatori di processi di inserimento sociale, personali e familiari, ancora problematici e in sostanziale divenire: un buon numero di ragazzi (22,3%) ha infatti evidenziato problemi legati alla condizione di migrante e il 15,7% nella sfera educativa e formativa. (AGI)

(AGI) – Roma, 17 ott. – La Casa Bianca punta anche sulla ricerca italiana nel piano per le Smart City lanciato dal governo degli Stati Uniti. Ci sara’ infatti anche l’Enea nel White House Smart Cities Initiative, il progetto da 80 milioni di dollari per le smart city avviato in questi giorni da Washington. “L’agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile”, annuncia una nota, “e’ stata chiamata dal coordinatore dell’iniziativa, il National Institute of Standards and Technology (Nist), a far parte di una coalizione scientifica composta da sette istituzioni di eccellenza del settore che dovra’ arrivare – entro l’estate 2017 – all’implementazione di un Internet of Things-Enabled Smart City Framework. L’obiettivo e’individuare i punti-chiave e valutare come le diverse tecnologie, sistemi e linguaggi per ‘far funzionare’ una citta’ intelligente possano integrarsi, cooperare e scambiarsi informazioni, all’insegna dell’interoperabilita'”. Oltre a Nist ed Enea, le istituzioni coinvolte sono American National Standards Institute (Ansi), U.S. Green Building Council (Usgbc), European Telecommunications Standards Institute (Etsi), la piattaforma Fiware dell’Unione europea e il Ministry of Science ICT and Future Planning della Repubblica di Corea. All’Enea e’ stato affidato il compito di identificare architetture e standard per la Smart City utilizzati in Italia ed in Europa per l’integrazione di diverse funzionalita’ quali la gestione degli edifici e delle abitazioni, dell’illuminazione pubblica e del traffico, la protezione delle infrastrutture critiche urbane, l’interazione con i cittadini. In particolare, i ricercatori della Divisione Smart Energy dell’Agenzia dovranno identificare le modalita’ con cui i vari servizi urbani scambiano tra loro le informazioni in modo standardizzato. A livello nazionale l’agenzia ha gia’ sviluppato diversi progetti di smart city fra i quali, ad esempio, il Public Energy Living Lab(Pell), City 2.0, Brescia Smart Living, Smart Basilicata e RoMA. Inoltre si e’ occupata dello ‘smart ring’ dell’Aquila, un’esperienza pilota di sviluppo urbano basata su un anello stradale con installazioni intelligenti di illuminazione pubblica, mobilita’ sostenibile, gestione energetica degli edifici e monitoraggio ambientale. (AGI)
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