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Monster Hunter World

Monster Hunter World è uno dei titoli più attesi dei prossimi mesi. Orde ed orde di cacciatori fremono all’idea di impugnare un controller (nuovo, in questo caso!) e gettarsi nella mischia, perciò non è sorprendente che la beta su PlayStation 4 sia stata accolta con entusiasmo. Riservata agli iscritti al Plus, questa demo consente di cimentarsi in tre diverse missioni di difficoltà crescente, prendendo man mano confidenza con il nuovo sistema di controllo e con il rigoglioso mondo da esplorare.

Monster Hunter World

La versione limitata del gioco permette di scegliere tra vari cacciatori, di ambo i generi, di aspetto predefinito. Il titolo completo permetterà invece di personalizzare al massimo il nostro look, e certamente farà sì che il giocatore passi (o perda) minuti e minuti a decidere ogni dettaglio. Taglio di capelli, lineamenti e pitture per il viso saranno definite con estrema precisione per dare stile al nostro protagonista, e lo stesso si potrà fare con il Feline che ci accompagna. Una volta scelto il cacciatore, la demo ci permette di selezionare il single player o il multiplayer, nonché di definire le opzioni, tra cui la possibilità di cambiare i comandi di gioco. Non gettatevi a capofitto nel gioco senza esplorare il menu, poiché le possibilità sono interessanti: ad esempio si possono modificare i tasti, invertendo la funzionalità dei dorsali o la combinazione di pulsanti necessaria per utilizzare gli oggetti. È inoltre possibile disattivare l’indicatore dei danni inferti al mostro, decisamente utile per i novizi ma poco simpatico ad alcuni veterani: la sua presenza consente di capire al volo quali parti della bestia siano più vulnerabili o quali elementi siano più efficaci, senza doversi ingegnare più di tanto. Infine, esiste la possibilità di disattivare o attivare l’auto-rinfodero dell’arma, opzione che può salvare la vita in momenti concitati, poiché fa sì che il cacciatore la riponga in automatico col passare del tempo, ma è anch’essa un’extra non presente nei titoli classici della serie.

Una volta esplorate tutte le opzioni, possiamo dedicarci alla caccia vera e propria: i tre mostri disponibili sono il Great Jagras, il Barroth e l’Anjanath. Il secondo della lista è una vecchia conoscenza dei cacciatori, e ritorna in tutto il suo splendore melmoso a farci visita in Monster Hunter World: è un piacere rivederlo. Il Barroth è in ottima forma, carica con grande cattiveria e lancia fanghiglia grigiastra che rimane visibile a lungo sul terreno. Come ci ricordavamo, è piuttosto coriaceo ed è difficile da scalfire sulla testa, e come al solito è possibile tagliargli la coda o le parti fangose. Quando stanco, si rotola nella terra umida per ricoprirsene, e a bassa vita si ritira nell’acqua alta, nascondendosi alla vista del giocatore e mostrando solo una parte della schiena e del capo. Durante la battaglia è possibile che arrivino altri mostri acquatici a disturbarci, ed in questo caso le due bestie combatteranno fra loro: difficile capire per chi tifare a quel punto… Le altre due missioni includono gli stessi mostri presenti nella demo della Gamescom, analizzata su GamesVillage qualche mese fa, ma nonostante le due creature siano le stesse, il gioco si è fatto duro.

Sia il Great Jagras, simpatico lucertolone simil Ludroth, che il tremendo Anjanath sono un po’ più coriacei da buttare giù, e sono aumentate le interazioni con l’ambiente: possiamo sfruttare a nostro vantaggio pietre, alberi e rampicanti ancora più di prima, intrappolando i nemici e colpendoli mentre sono in difficoltà. L’interazione con gli altri mostri presenti è anch’essa grandemente migliorata: capita quasi in ogni combattimento che un’altra bestia interferisca con la nostra caccia e provi a mangiare il nostro bersaglio…o noi.  Queste lotte fratricide ovviamente infliggono danni ad entrambi i mostri coinvolti, e possono anche finirli, facendoci vincere la missione. Rathalos, Diablos, Great Jagras ed anche il nuovo pesce mostruoso, si presentano a complicarci la vita, rendendo il nostro spazio di azione decisamente affollato e pericoloso. È ovviamente possibile cacciarli e dedicarsi a loro invece che all’obiettivo principale, tempo permettendo. Cavalcare le bestie è inoltre diventato più facile, e spesso è possibile riuscirci fin dall’inizio, stando attenti a mantenerci in sella premendo il grilletto destro e a spostarci per evitare rocce o altri ostacoli, per poi attaccare a rotta di collo quando possibile.

Mentre cerchiamo di salvarci la pelle è impossibile non restare affascinati dal mondo che ci circonda: la natura lussureggiante e piena di vita ci avvolge, ed ogni dettaglio ci può distrarre. Ci sono tantissimi piccoli animaletti che corrono nell’erba, e la varietà di piante è incredibile: possiamo raccogliere in corsa numerose risorse, come miele o fiori del vigore, e persino colpire insetti curativi mentre combattiamo, con grande beneficio. In un ambiente così complesso può essere difficile scovare il nostro bersaglio, e le lucciole verdi ci vengono in aiuto: una volta trovate tracce sufficienti, ci portano dritte al mostro che stiamo braccando. Nonostante ciò, a volte ci può volere un po’ per riuscire nella ricerca, e in Monster Hunter World il tempo sembra essere il vero fattore determinante per la vittoria o la sconfitta, poiché 20 minuti per missione sono davvero pochi. Speriamo che nel gioco completo ci siano alcune missioni (o tutte) con maggiore tempo a disposizione, per preservare la nostra salute mentale, messa a dura prova dal timer così severo. Dopo aver concluso una missione, possiamo scegliere in quale dei numerosi accampamenti apparire sulla mappa, potendo così posizionarci più vicino possibile a dove crediamo sia il nostro obiettivo o anche dividerci le zone giocando con gli amici.

Il test della modalità multiplayer è stato leggermente meno entusiasmante, complice il sistema laborioso per cercare compagni: nella beta è infatti necessario inserire il (lungo) codice della stanza nella quale si vuole comparire, per raggiungere così i cacciatori già in gioco. Mi auguro vivamente che il gioco completo consenta di joinare con maggiore semplicità, e quasi certamente sarà così. In più giocatori, i mostri sembrerebbero avere maggiori punti vita, essendo perciò tarati per il multiplayer come nei titoli precedenti. È presente lag occasionale, soprattutto nei momenti più concitati o con più mostri a schermo, e ciò non aiuta la nostra causa e il nostro tentativo di sopravvivere alla missione, ma sono ottimista che il problema sarà risolto per l’uscita del titolo, così come quello del frame rate non proprio stabilissimo in single player, che non sembra essere a 60 FPS fissi.

Monster Hunter World sembra di nuovo confermarsi come il titolo da avere, quello per il quale vale forse la pena comprare una console o il computer nuovo. Ci vorrà un po’ per abituarsi alle novità, ma sono praticamente tutte positive, escluso forse il nuovo lock della telecamera, che richiede di clickare l’analogico destro e risulta piuttosto scomodo. Sarà molto difficile resistere da qui a fine gennaio, e il consiglio è di affinare le vostre doti di caccia rispolverando vecchi titoli, o prepararvi mentalmente a ciò che ci aspetta: ore ed ore di adrenaliniche missioni nelle quali cooperare è l’unico modo per sopravvivere. O se siete lupi solitari, ore ed ore di deliziosa sofferenza, per cercare di sopravvivere e per dimostrare di essere migliori delle enormi maestose creature che ci si parano davanti. Come chicca finale, vi segnalo che partecipare alla beta sblocca oggetti nella versione completa del gioco, e regala inoltre una pittura facciale extra, che potremo sfoggiare con gioia tra pochi mesi.

L’articolo Monster Hunter World: analisi della Beta è estratto da GamesVillage.it.

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