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(AGI) – Milano, 17 ott. – Non solo sgravi fiscali per chi investe ma anche maggiori garanzie per ottenere i finanziamenti necessari a investire: cosi’ Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, ha voluto sottolineare come nella legge di bilancio si crei un nesso incentivante preciso a favore delle piccole e medie imprese tra l’incentivo fiscale e il sostegno al credito: “Il programma di Industria 4.0 non ha precedenti per dimensioni e qualita'”, ha sottolineato Calenda intervendo in videoconferenza da Roma al convegno su “Milano motore dell’Italia” organizzato da Panorama in Assolombarda. “Nel 2017, con avvio immediato dal primo gennaio, stiamo parlando di 13 miliardi per il primo anno e di oltre 20 nel triennio”, ha ricordato. Poi, rispondendo a una domanda del direttore di Panorama Giorgio Mule’: “L’industria 4.0 aumenta l’efficienza del sistema produttivo avvantaggiando molto le Pmi perche’ riduce il problema dell’economia di scala, coprendo quindi uno dei gap che affliggono il nostro sistema produttivo. Quanto all’effetto sull’occupazione, non voglio nascondere i problemi che ci sono e semplificare le soluzioni, sappiamo che negli Usa 5 posti su 6 che si perdono, si perdono a causa dell’innovazione, ma e’ un problema di riqualificazione delle attivita’, nelle imprese il mix di lavoro si sposta dalla produzione ai servizi, piu’ design e meno catena di montaggio, d’altronde sarebbe impensabile tornare al modello della catena di montaggio fordista”. (AGI)
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Bruxelles – Le leggi della robotica? Altro che fantascienza. L'Europa ragiona sull'evoluzione tecnologica, e ha iniziato a porsi il problema dello sviluppo di regole etiche e giuridiche in materia. Il Parlamento europeo e' dell'idea che "si dovrebbe valutare l'opportunita' di creare uno strumento legislativo per la robotica e le intelligenze artificiali". Un compito pero' non facile, in quanto il particolare strumento normativo "deve necessariamente prevedere gli sviluppi scientifici prevedibili a medio termine, ed evolversi per tenere il passo con i progressi nel campo della robotica e delle intelligenze artificiali". Queste le conclusioni dello studio realizzato per conto della commissione Giuridica del Parlamento Ue. "E' tempo" che l'Ue intervenga sulle questioni che pongono, a livello etico legale, le nuove tecnologie. Su questo non c'e' dubbio e, a giudicare dal documento, neppure tempo da perdere. Robot guidati, robot autonomi, macchine non pensanti e invenzioni intelligenti: la nostra societa' e' gia' talmente meccanizzata da rendere "opportuno proporre una definizione comune europea delle diverse categorie di robot", un qualcosa di "inevitabile" secondo la commissione parlamentare.
Diversi i motivi di questa necessita' regolatoria. Non solo le diverse tipologie di macchine, ma gli effetti che queste potranno avere per la societa'. Come sottolinea lo studio, se da una parte l'automatizzazione dell'industria potra' rappresentare "un fattore di rilancio economico" con la possibilita' di avere "una delocalizzazione all'interno dell'Europa invece che nei Paesi emergenti", dall'altra parte non si nasconde il rischio che tutti questi robot "possano far sparire diversi milioni di posti di lavoro in Europa". Servono dunque regole per fare in modo che automazione e delocalizzazione "siano pensate per sostenere l'uomo che lavora nell'industria e non per cacciarlo" dalla stessa. C'e' la questione delle responsabilita' civile per gli automi, anch'essa "inevitabile". Secondo lo studio la questione "non puo' essere risolta attribuendo una personalita' giuridica al robot", ma bisognera' definire in modo chiaro le regole per danni provocati da robot autonomi. Regole appaiono imprescindibili se poi si guarda al commercio. Con l'industria della robotoca sempre piu' sviluppata, non si potra' scappare alla compravendita di prodotti finiti, che si tratti di macchine a comando o robot autonomi. Lo studio realizzato per la commissione Giuridica del Parlamento europeo rivela "un divario culturale" tra oriente e occidente, barriera che "potrebbe giustificare la demarcazione del legislatore europeo della vie legali definite dai Paesi asiatici". Diverse regole, in sostanza, che rischiano di compromettere l'immissione sul mercato delle nuove tecnologie. Per tutto questo serve un quadro normativo comune, vere e proprie leggi della robotica a dodici stelle. La nuova sfida dell'Ue. (AGI)

CdV – "Anche in questi anni di incertezza rinunciare agli studi non e' la scelta piu' opportuna". Lo afferma il Rapporto Caritas sull'esclusione sociale diffuso oggi, dal quale emerge che "anche nel periodo di recessione economica, dal 2007 al 2014, i neo laureati sono stati i meno penalizzati nella ricerca di un impiego: il tasso di disoccupazione tra loro e' passato dal 9,5% al 17,7% a fronte di un aumento di oltre 16 punti percentuali registrato tra i neodiplomati, dal 13,1% al 30,0%. I dati del Consorzio Almalaurea dimostrano, sottolinea la Caritas, che "proprio nei momenti di crisi che si dovrebbe sostenere e promuovere l'istruzione all'interno delle famiglie, in modo particolare tra quelle meno abbienti; potrebbe infatti rappresentare per queste ultime l'unico strumento di riscatto sociale". (AGI)

Roma – E' in corso l'udienza davanti al Tar del Lazio per esaminare il ricorso presentato da Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana con cui si contesta la formulazione del quesito referendario sulle riforme costituzionali che ha avuto il via libera dalla Cassazione nello scorso agosto. A prendere la parola in aula, durante l'udienza a porte chiuse, saranno gli avvocati Giuseppe Bozzi, Enzo Palumbo e Luciano Vasques, che hanno predisposto il ricorso per i parlamentari di M5S e di Sinistra Italiana, nonchè gli avvocati dello Stato in rappresentanza della presidenza della Repubblica, della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri di Interno e Giustizia. Tra le parti costituite nel giudizio anche il Codacons, con un intervento in appoggio al ricorso di M5S e Sinistra Italiana, e vi è anche un ulteriore intervento a sostegno della legittimità del quesito. La decisione dei giudici del Tar dovrebbe arrivare in tempi molto brevi, probabilmente già in giornata. 

Il verdetto del Tar potrebbe non essere l'ultima parola sul referendum: i promotori del ricorso, se arriverà una decisione per loro sfavorevole, una volta lette le motivazioni, potrebbero decidere di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato. Inoltre, con una delle memorie depositate in questi giorni, i ricorrenti chiedono al Tar, in via subordinata, di sollevare questione di legittimità costituzionale, sulla sindacabilità delle decisioni dell'Ufficio centrale per i referendum della Cassazione. Tale strada porterebbe quindi alla trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, come chiesto anche da Onida nel suo ricorso, nel quale si evidenziano dubbi di legittimità della normativa sul referendum poichè non prevede che "qualora la legge costituzionale sottoposta a referendum abbia contenuto plurimo ed eterogeneo, agli elettori debbano essere sottoposti tanti quesiti distinti, a cui l'elettore possa rispondere affermativamente o negativamente, quanti sono gli articoli o le parti della legge che abbiano oggetti omogenei". (AGI)

Apertura de La Gazzetta dello Sport sulla Serie B dedicata al Frosinone che nel match domenicale ha superato con una grande prestazione il Bari dell’ex Roberto Stellone. “La doppietta di Dionisi e Sammarco peril ko dell’atteso ex.