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Roma – "Parlare di correlazione tra vaccini e autismo o di correlazione tra anti-infiammatori, vaccino e autismo, senza portare alcuna documentazione scientifica a sostegno, mi fa pensare che il Luc Montagnier forse abbia bisogno di sottoporsi lui a una valutazione neurologica e non i bambini vaccinati". Lo ha detto all'AGI Susanna Esposito, direttrice dell'Unita' di pediatria ad alta intensita' di cura della Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell'Universita' degli studi di Milano e presidente Waidid (Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici). "Le affermazioni del Nobel infatti non hanno alcun fondamento scientifico e mi lasciano alquanto perplessa", ribadisce Esposito. "In primo luogo, sottolineiamo ancora una volta che non c'e' alcuna associazione tra i vaccini e l'autismo, come hanno dimostrato ormai numerosissimi studi sull'argomento. E ne' tantomeno – ha continuato – ci sono dati scientifici che suggeriscono un'eventuale correlazione tra infezioni preesistenti, uso di anti-infiammatori, vaccino e autismo. E' un dato di fatto che il bambino non va vaccinato se ha la febbre, ma non per timore che sviluppi l'autismo, ma solo per eventuali problematiche legate all'interpretazione della persistenza della febbre". (AGI)

Roma – La tubercolosi non e' sconfitta, tutt'altro. Nel 2015 si registrano 10,4 milioni di nuovi casi in tutto il mondo, ben piu' di quanto stimato dagli esperti. E' l'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanita', che nel suo rapporto annuale sulla Tbc sottolinea che sei paesi da soli ospitano il 60% dei casi: si tratta di India, che porta il peso maggiore, Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa. Una malattia ancora diffusa, e mortale: sono state 1,8 milioni le vittime lo scorso anno, mentre si stima che 3 milioni di persone siano state salvate. Secondo l'Oms c'e' ancora molto da fare per prevenire e trattare la malattia a livello globale, e per raggiungere cosi' l'obiettivo di una riduzione dell'80% dei nuovi contagi entro il 2030. "Siamo di fronte a una battaglia in salita per raggiungere gli obiettivi globali contro la tubercolosi", ha detto Margaret Chan, Direttore Generale dell'Oms. "Ci deve essere una pianificazione massiccia di sforzi, o molti paesi continueranno a subire gli effetti di questa epidemia mortale". Tra le vittime della tbc nel 2015, si legge nel rapporto, 400mila sono stati co-infettati dal virus dell'Hiv. La tbc, malgrado le sue vittime siano scese del 22% in 15 anni, rimane una delle prime 10 casi di morte nel mondo, piu' di Aids e malaria. Uno dei problemi e' la mancata diagnosi: degli oltre 10 milioni di casi, solo 6,1 milioni sono stati ufficialmente notificati. Il che significa che piu' di 4 milioni di persone nel mondo sono malati ma non lo sanno.
C'e' da fare di piu' anche sul fronte degli investimenti, avverte l'Oms: nei paesi a medio e basso reddito, che sono i piu' colpiti, i fondi complessivi stanziati per combattere la tubercolosi ammontano a neanche 2 miliardi di dollari, quando la stima della quota minima necessaria e' pari a 8,3 miliardi. Nel complesso, circa il 84% dei finanziamenti disponibili nei paesi a basso e medio reddito nel 2016 proviene da fonti nazionali, ma questo dato riguarda solo i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), mentre gli altri, piu' poveri, continuano ad affidarsi prevalentemente al finanziamento internazionale dei donatori, in particolare (per il 75%) dal Fondo globale contro Aids, tbc e malaria. Secondo l'Oms servirebbe anche un extra di almeno un miliardo di dollari l'anno per accelerare lo sviluppo di vaccini, diagnostica e farmaci. "Le risorse impiegate contro la tubercolosi, il principale killer infettivo nel mondo, sono in calo", ha ammonito Ariel Pablos-Me'ndez, amministratore assistente per Global Health,dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) – il principale finanziatore bilaterale per la lotta alla tbc. "Ognuno ha un ruolo da svolgere per colmare il divario. Abbiamo bisogno di una copertura sanitaria universale, meccanismi di protezione sociale, e il finanziamento della salute pubblica nei paesi ad alta incidenza". (AGI)

Roma – Il Gestore dei Servizi Energetici si dota di droni, in via sperimentale, per rafforzare e rendere piu' efficienti le verifiche sugli impianti a fonti rinnovabili. La prima uscita e' avvenuta martedi' 11 ottobre su impianti fotovoltaici installati sulle coperture di capannoni industriali nel Comune di Fiano Romano. Il Gse ha sorvolato i pannelli con i droni acquisendo immagini e dati che possono essere poi lavorate con un software dedicato. Alla verifica ha partecipato il Presidente del Gse Francesco Sperandini. Il telerilevamento attraverso sistemi aerei a pilotaggio remoto Sapr, si legge in un comunicato, autorizzati al volo dall'Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) consente al Gse di verificare lo stato di tetti e coperture di impianti altrimenti non accessibili in sicurezza, di ottimizzare i tempi delle verifiche e di sfruttare le potenzialita' di numerosi sensori e le elaborazioni delle immagini per integrare le diverse tipologie di controllo. Grazie al supporto di macchine termografiche montate sul drone, il Gse e' in grado di rilevare eventuali malfunzionamenti negli impianti per segnalarli all'operatore, il quale potra' effettuare interventi di manutenzione mirati. Fino alla fine di ottobre saranno effettuati altri dieci sopralluoghi in via sperimentale, sempre con l'utilizzo di droni. Inoltre, per rendere piu' efficiente questa specifica attivita' di monitoraggio degli impianti, alcuni dipendenti della Direzione Verifiche e Ispezioni del Gse stanno conseguendo l'abilitazione alla conduzione di droni Sapr di massa operativa al decollo minore di 25 chilogrammi. (AGI)

Lagos – Fine dell'incubo per 21 ragazze nigeriane, rapite nell'aprile 2014 da Boko Haram nel villaggio di Chibok, nord-est della Nigeria, insieme a oltre 200 compagne di classe. Dopo oltre due anni di prigionia, le studentesse sono state liberate dai loro sequestratori in cambio, secondo una fonte, della liberazione di 4 miliziani islamisti. "Le giovani sono arrivate a Kumshe verso le 3 del mattino, i 4 combattenti di Boko Haram sono arrivati a Banki da Maiduguri su un elicottero dell'esercito, e sono stati condotti a Kumshe su veicoli del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr)", ha spiegato la stessa fonte. Le studentesse, di cui ancora non è stata divulgata l'identità, sono ora in viaggio verso Abuja.

La notizia della liberazione è stata confermata dal portavoce presidenziale, Garba Shehu, che ha sottolineato il ruolo di facilitatori assunto dal "Cicr e dal governo svizzero", senza però citare nessuno scambio di prigionieri. "Il presidente Muhammadu Buhari si è felicitato per la liberazione delle giovani, ma ricorda ai nigeriani che più di 30mila cittadini sono stati uccisi dal terrorismo" di Boko Haram. Delle 276 studentesse rapite dai terroristi islamici nell'aprile 2014, 57 sono riuscite a scappare agli aguzzini subito dopo il sequestro, un'altra è stata trovata dall'esercito un mese dopo. Il rapimento di massa è balzato immediatamente agli onori della cronaca, suscitando un'ondata di sdegno e dando vita a un movimento internazionale "#Bringbackourgirls", sostenuto da celebrità ed esponenti internazionali come la First Lady americana, Michelle Obama.

All'inizio di agosto, dopo mesi di silenzio, un gran numero di quelle giovani era apparso in un video dei sequestratori guidati all'epoca da Abubakar Shekau, che mostrava di avere ancora in mano la 'moneta di scambio' del gruppo. In quell'occasione, il leader islamista aveva riferito che le ragazze erano state sposate ai suoi combattenti, con la conversione forzata di quelle cristiane, e molte erano rimaste uccise nei raid dell'esercito. Poco dopo il governo nigeriano aveva ammesso che c'erano stati diversi negoziati con Boko Haram per la loro liberazione ma che nessuno era andato a buon fine. Da inizio ottobre, le forze armate hanno compiuto raid aerei sulla foresta di Chibok, roccaforte del gruppo, per indebolirlo. E se la liberazione delle ragazze lascia presagire una necessità dei terroristi di risorse, umane e finanziarie, l'attentato avvenuto giusto ieri alla stazione di Maiduguri, costato la vita a 8 persone, mostra che non sono disposti a mollare. (AGI)

di Ivana Pisciotta

Roma – Un esercito di oltre 3.500 candidati vuole lavorare alla trasformazione digitale del Paese. In dodici giorni una pioggia di curricula di giovani candidati è arrivata sulla scrivania di Diego Piacentini, ex di Amazon e Apple, chiamato dal governo a coprire il ruolo di commissario straordinario per l'attuazione dell'agenda digitale

Tutto è iniziato a inizio mese con l'annuncio della ricerca di 19 talenti con comprovata esperienza in informatica, ossia data architect, sviluppatori di software e app, esperti in cybersecurity. Ci vorranno ora un "paio di settimane" per valutare i profili professionali "con un adeguato livello di attenzione" ha detto Paolo Barberis, consigliere di Palazzo Chigi per l'Innovazione. Barberis ha spiegato che si tratta di persone di talento "giovani e meno giovani, donne e uomini che desiderano contribuire con un sacco di entusiasmo e determinazione per la trasformazione digitale del nostro paese. In breve – sottolinea – siamo lieti di sentirci inondati di talento. Che grande sensazione". Barberis non nasconde che "il duro lavoro inizia adesso: selezionare i talenti per mettere insieme un team determinato e competente, composto da veri e propri missionari della modernità. Al momento siamo un gruppo ristretto, quindi per valutare i profili con la giusta attenzione potremmo impiegare qualche settimana".

"Anche quando non avremo posizioni aperte, sarà disponibile una pagina 'lavora con noi' per continuare a raccogliere i profili professionali di quanti sono interessati alla nostra missione. Siamo sempre disponibili a conoscere nuovi talenti" aggiunge Barberis, "non smettiamo mai di cercare i migliori talenti, lo scouting non è un lavoro che dura giusto il tempo di una call: ci guardiamo sempre attorno. Il modo migliore per lavorare in futuro con noi è farsi notare per quello che state facendo e per quello che avete realizzato". (AGI)