Prima della gabbia, il palcoscenico: Quando la Walkout nelle MMA diventa leggenda
Nel mondo delle MMA, l’incontro non inizia quasi mai al suono della prima campanella. Inizia molto prima, precisamente nel momento in cui le luci dell’arena si spengono, la musica pompa dalle casse e il fighter varca la soglia del backstage.
Se per molti la camminata verso la gabbia (la celebre walkout) è un momento di pura concentrazione e isolamento ascetico, per altri è un palcoscenico. È l’occasione perfetta per fare un gioco psicologico con l’avversario, mandare in visibilio la folla e trasformare un evento sportivo in un’opera teatrale.
Dalle coreografie coordinate ai travestimenti iconici, ecco una rassegna degli ingressi più teatrali, folli e memorabili della storia delle arti marziali miste.
1. Genki Sudo: Il re indiscusso del palcoscenico
Se si parla di teatralità nelle MMA, bisogna inchinarsi a Genki Sudo. Prima che la UFC dominasse il mercato globale, l’organizzazione giapponese K-1 Hero’s era il paradiso dello spettacolo.
Sudo non si limitava a camminare; metteva in scena veri e propri corpi di ballo. Il suo ingresso più famoso resta quello con una schiera di ballerini perfettamente sincronizzati, tutti con maschere specchiate e tute coordinate, che eseguivano mosse di robotic dance prima di rivelare il fighter. Il messaggio pop che portava con sé, unito alla sua bandiera universale “We Are All One”, contrastava magnificamente con la brutalità dello sport.
2. Israel Adesanya: L’omaggio alla cultura Pop e Anime
Israel “The Last Stylebender” Adesanya ha portato la teatralità nell’era moderna della UFC, fondendo la sua passione per gli anime giapponesi con la cultura hip-hop. Due ingressi sono già passati alla storia:
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UFC 243 (vs. Robert Whittaker): Adesanya si è presentato in Australia accompagnato da una troupe di ballerini, esibendosi in una coreografia hip-hop mozzafiato, culminata con un salto mortale prima di entrare nell’ottagono. Ha poi spento le luci a Whittaker, conquistando il titolo.
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UFC 276 (vs. Jared Cannonier): Un omaggio da brividi a The Undertaker, leggenda della WWE. Adesanya è uscito nell’oscurità con il classico cappello a tesa larga del becchino, un’urna cineraria tra le mani (con sopra il nome del rivale) e la colonna sonora originale con i rintocchi di campana.
3. Conor McGregor: La sfrontatezza irlandese a UFC 189
La teatralità non è fatta solo di coreografie, ma anche di pura atmosfera e status. A UFC 189, per il titolo ad interim dei pesi piuma contro Chad Mendes, la UFC decise di fare le cose in grande.
Invece della solita traccia registrata, il cantante irlandese Sinead O’Connor era presente dal vivo nell’arena di Las Vegas, avvolta nella nebbia verde e sotto una luce soffusa, mentre cantava The Foggy Dew. Quando la transizione è passata alla celebre Hypnotize di Notorious, l’arena è letteralmente esplosa. È stato il momento esatto in cui McGregor è passato da semplice fighter a fenomeno culturale globale.
4. Yoshihiro Akiyama: Il sex symbol e la lirica
Conosciuto come “Sexyama” per il suo carisma e la sua eleganza, il fighter giapponese d’origine coreana Yoshihiro Akiyama ha regalato uno degli ingressi più solenni e teatrali di sempre in Asia.
Sulle note di una potentissima versione di Con te partirò di Andrea Bocelli, Akiyama avanzava verso il ring circondato da modelle e luci stroboscopiche, indossando un judogi immacolato. Una volta arrivato alle corde, si inginocchiava per pregare e poi si strappava di dosso il kimono con un tempismo teatrale perfetto, mostrando una forma fisica scultorea. Un mix di classe, ego e drammaticità pura.
5. Tom Lawlor: Il genio della parodia
Non tutti gli ingressi teatrali devono essere epici; alcuni sono semplicemente esilaranti. Tom “Filthy” Lawlor ha costruito una carriera UFC memorabile proprio grazie ai suoi ingressi-parodia durante i weigh-in e le walkout.
Si è presentato travestito da Hulk Hogan (con tanto di strappo della maglietta), ha omaggiato il film Coming to America (Il principe cerca moglie) con tanto di petali di rosa lanciati davanti ai suoi piedi, e ha persino camminato verso la gabbia portando al guinzaglio il suo compagno di squadra tesserato come se fosse un cane. Genio comico prestato alle MMA.
Menzione d’onore: James Te Huna (UFC on Fuel TV 7)
Nella terra dei pesi massimi-leggeri, il neozelandese James Te Huna ha regalato una perla indimenticabile entrando nell’arena di Londra vestito in completo nero e occhiali da sole, ricreando perfettamente la coreografia del film Men in Black, insieme ai suoi maestri d’angolo come ballerini di fila.
Il verdetto dello show: L’ingresso teatrale nelle MMA è un’arma a doppio taglio. Se entri ballando o travestito da becchino e poi perdi in trenta secondi, diventi il bersaglio di meme per i successivi dieci anni. Ma se vinci, entri direttamente nel mito.