Dai muscoli ai pedali: cosa sono (davvero) i Watt e come si misurano nello sport
Se vai in bicicletta, corri con i sensori più moderni o frequenti una classe di CrossFit, c’è una parola che senti ripetere come un mantra: i Watt.
Un tempo erano roba da scienziati o da ciclisti professionisti; oggi sono diventati il punto di riferimento per chiunque voglia migliorare le proprie performance. Ma se chiedi in giro “Cosa misura esattamente un watt?”, la risposta media è un timido “Beh… la potenza”.
Ok, ma come si calcola davvero questa potenza mentre stai sudando l’anima su una salita? Smontiamo il motore e capiamoci qualcosa di più.
La formula magica: Forza Velocità
Partiamo dalle basi della fisica, ma senza annoiarci. Il watt () è l’unità di misura della potenza. Nello sport, la potenza è il risultato di una moltiplicazione semplicissima:
Per capire come si applica ai tuoi allenamenti, facciamo l’esempio perfetto: il ciclismo.
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La Forza è la pressione che i tuoi piedi esercitano sui pedali (quanto spingi).
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La Velocità è la cadenza di pedalata, ovvero quanti giri al minuto (RPM) fanno le tue gambe.
Il segreto dei Watt: Puoi generare 300 Watt in due modi diversi. Spingendo un rapporto durissimo a basse pedalate (tanta Forza poca Velocità), oppure frullando agilmente su un rapporto leggero (poca Forza tanta Velocità). Il lavoro totale per il cuore e i muscoli, però, cambia drasticamente!
Ma come fa la bici (o la scarpa) a sapere quanto spingi?
I computer di bordo non tirano a indovinare. Per misurare i watt usano i misuratori di potenza (power meter), che si nascondono nei pedali, nelle pedivelle o nel mozzo della ruota.
Il loro segreto si chiama estensimetro (strain gauge).
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Ogni volta che spingi sul pedale, il metallo della pedivella o dell’asse si flette. Parliamo di micro-inflessioni, invisibili a occhio nudo.
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L’estensimetro è un piccolissimo circuito elettrico attaccato al metallo. Quando il metallo si flette, il circuito si deforma leggermente, cambiando la sua resistenza elettrica.
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Il computer di bordo calcola questa variazione di resistenza e la traduce in Forza.
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Un magnete o un accelerometro interno misura la Velocità (la cadenza).
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Il chip fa la moltiplicazione in una frazione di secondo e… voilà, ecco i tuoi Watt sul display.
Nel running il discorso è simile ma basato su algoritmi: sensori d’inerzia (accelerometri e giroscopi) inseriti nel piede o nel cardiofrequenzimetro calcolano la velocità di spostamento del corpo e l’impatto al suolo, stimando la potenza istantanea.
Perché i Watt hanno rivoluzionato lo sport (e battuto il cardio)
Fino a pochi anni fa ci si allenava solo con la frequenza cardiaca. Utilissima, per carità, ma con un grande difetto: il cuore è pigro a rispondere.
Se fai uno scatto di 10 secondi alla morte, i tuoi muscoli stanno erogando una potenza pazzesca subito, ma il cuore impiegherà 30 o 40 secondi per raggiungere i battiti massimi. Inoltre, la frequenza cardiaca è influenzata da stanchezza, caffè, ansia e temperatura esterna.
I Watt, invece, sono spietati e onesti. Se spingi, il valore sale all’istante. Se molli, va a zero. Non risentono del vento a favore, del caldo o di quante ore hai dormito: 250 Watt oggi sono identici a 250 Watt tra un anno. È il dato puro del tuo motore.
La classifica dei Watt: dove ti posizioni?
Per capire se stai spingendo come una utilitaria o come una Formula 1, ecco qualche dato indicativo sulla potenza che un ciclista riesce a mantenere per circa un’ora (rapportata al peso corporeo, ovvero ):
In conclusione: servono davvero a un amatore?
Non devi essere un atleta olimpico per sfruttare i watt. Conoscerli ti aiuta a gestire le forze (evitando di scoppiare a metà salita) e a capire se stai migliorando davvero.
La prossima volta che guardi il tuo ciclocomputer o lo schermo della cyclette, non vedere solo un numero che sale e scende: stai guardando la fisica applicata direttamente al sudore della tua fronte!