Campioni dimenticati: 5 leggende dello sport che oggi guadagnerebbero miliardi

Nel mondo dello sport moderno, gli atleti non sono solo campioni: sono brand globali. Tra sponsor, social media, diritti d’immagine e contratti milionari, un talento straordinario può trasformarsi in una macchina da soldi. Ma cosa sarebbe successo se alcune leggende del passato — spesso dimenticate dal grande pubblico — avessero avuto a disposizione le stesse opportunità economiche degli atleti contemporanei?

Cinque nomi, cinque storie incredibili. Atleti che hanno cambiato il loro sport, spesso senza ricevere in cambio ciò che meritavano. Oggi sarebbero icone planetarie, protagonisti di campagne pubblicitarie, documentari Netflix e partnership miliardarie.

1. Jim Thorpe – L’atleta totale che il mondo non seppe valorizzare

Jim Thorpe, nativo americano, vinse due ori olimpici nel 1912 nel pentathlon e nel decathlon, dominò nel football americano, giocò a baseball professionistico e persino a basket. Un talento così poliedrico oggi sarebbe un fenomeno mediatico senza precedenti: un mix tra LeBron James, Shohei Ohtani e Patrick Mahomes.

Perché oggi varrebbe miliardi

  • Sponsorizzazioni multisport
  • Documentari e biopic
  • Icona culturale e simbolo di riscatto sociale

All’epoca, invece, gli tolsero persino le medaglie olimpiche (restituite solo postume).

2. George Best – Il primo vero influencer del calcio

George Best non era solo un calciatore straordinario: era stile, carisma, magnetismo puro. Negli anni ’60 e ’70, quando il marketing sportivo era ancora agli albori, lui era già un’icona pop.

Oggi sarebbe:

  • volto di brand di moda e lifestyle
  • protagonista di campagne globali
  • star dei social con milioni di follower

Best anticipò il concetto di “calciatore-celebrity” decenni prima di Beckham o CR7.

3. Fanny Blankers-Koen – La “mamma volante” che avrebbe dominato i social

Ai Giochi di Londra 1948 vinse quattro ori in atletica… a 30 anni e con due figli. Una storia potentissima, perfetta per il mondo contemporaneo che celebra empowerment, resilienza e narrazioni ispirazionali.

Oggi sarebbe un brand vivente:

  • testimonial per sport, salute, maternità
  • protagonista di campagne motivazionali
  • simbolo globale di inclusione e forza femminile

All’epoca, invece, fu criticata perché “una madre non dovrebbe correre”.

4. Bill Russell – Il campione più vincente della storia NBA

Undici titoli NBA. Undici. Eppure Bill Russell non ha mai goduto della visibilità e dei contratti che oggi riceverebbe un atleta con un palmarès simile.

Nel 2026 sarebbe:

  • volto della NBA globale
  • protagonista di partnership con brand tech e social
  • figura centrale nelle campagne per i diritti civili

Russell fu un gigante dentro e fuori dal campo, ma giocò in un’epoca in cui il basket non era ancora un business planetario.

5. Tazio Nuvolari – Il pilota che avrebbe dominato la Formula 1 moderna

Tazio Nuvolari era un mito vivente: coraggioso, spericolato, magnetico. Le sue imprese negli anni ’30 — spesso al limite dell’impossibile — lo renderebbero oggi una superstar assoluta della Formula 1.

Perché oggi varrebbe miliardi

  • immagine perfetta per brand automotive e luxury
  • storytelling epico, da cinema
  • fandom globale come Verstappen o Hamilton

Nuvolari correva quando la sicurezza era minima e i guadagni ridicoli rispetto ai rischi.