L’ultimo ballo di LeBron: Perché il 2026 potrebbe essere davvero l’anno del ritiro

Per oltre vent’anni, il mondo del basket ha vissuto in un’era di costante eccezionalità: l’era di LeBron James. Tuttavia, mentre entriamo nel 2026, l’aria intorno ai palazzetti NBA è cambiata. Non si parla più solo di record infranti o di rincorsa al titolo, ma di un addio che sembra ormai inevitabile.

Ecco perché il 2026 si profila come l’anno in cui “The King” potrebbe decidere di appendere definitivamente le scarpe al chiodo.

1. Il contratto e la “Decision” pubblicitaria

Attualmente, LeBron sta giocando la sua 23ª stagione NBA, un traguardo che ha già polverizzato il precedente record di Vince Carter. Il rinnovo biennale firmato con i Los Angeles Lakers nel 2024 ha una scadenza chiara: l’estate del 2026.

A ottobre 2025, James ha giocato con i nervi dei tifosi annunciando una “seconda Decision”, rivelatasi poi una geniale mossa commerciale per un marchio di liquori. Ma dietro il marketing c’era un messaggio sottile: “Brindiamo al 23° anno”. Con la player option per la stagione 2025-26 già esercitata, il Re non ha attualmente impegni contrattuali che vadano oltre giugno 2026, lasciando la porta aperta a un ritiro programmato.

2. La missione familiare è compiuta

Per anni, l’unico vero motore rimasto per LeBron è stato il desiderio di condividere il parquet con i suoi figli.

  • Bronny James: Il sogno è diventato realtà nella stagione 2024-25, quando LeBron e Bronny sono diventati il primo duo padre-figlio nella storia della lega.
  • Bryce James: Il secondogenito è ora impegnato a livello collegiale (Arizona Wildcats). Sebbene LeBron avesse espresso il desiderio di aspettare anche lui, l’usura fisica e il tempo suggeriscono che il “testimone” sia già stato simbolicamente passato con il debutto di Bronny.

3. I segnali del corpo e l’arrivo dei nuovi Re

Nonostante medie che farebbero invidia a un venticinquenne (nella stagione attuale viaggia ancora su cifre d’élite), i segnali di cedimento sono umani. L’inizio della stagione 2025-26 è stato segnato da un infortunio che lo ha costretto ai box, e le sue recenti dichiarazioni sono state insolitamente oneste:

“So di essere nella fase finale. Non giocherò finché le ruote non cadranno del tutto. Non voglio essere quel tipo di giocatore.”

Inoltre, il progetto tecnico dei Lakers è cambiato. Con l’arrivo di stelle come Luka Dončić (al centro di numerose voci di mercato e già leader emotivo in campo), LeBron sembra pronto a scalare nel ruolo di “vecchio saggio” o a farsi da parte per permettere alla franchigia di aprire un nuovo capitolo.

4. L’ombra di Las Vegas

Il post-carriera di LeBron è già scritto: diventare il proprietario di una franchigia NBA, quasi certamente a Las Vegas. La lega sta spingendo per un’espansione proprio intorno al 2026-2027. Ritirarsi nel 2026 gli permetterebbe di passare direttamente dal campo alla scrivania, posizionandosi come il volto della nuova era della NBA nel Nevada.

Conclusione: Un addio in grande stile?

C’è chi ipotizza un “Farewell Tour” (un tour d’addio) che durerà per tutta la stagione 2026-27, ma conoscendo l’ossessione di James per la narrazione, un addio secco al termine di questa stagione — magari dopo un’ultima corsa profonda nei playoff — avrebbe un impatto leggendario.

Il 2026 non segnerà solo la fine della carriera di un atleta, ma la chiusura del capitolo più longevo e dominante della storia dello sport moderno.