Zlatan Ibrahimović è uno dei calciatori più amati e controversi al mondo. Il suo talento e la sua personalità lo hanno reso una figura iconica del calcio, ma anche un bersaglio di critiche per il suo ego e la sua arroganza.

Prima del calcio

Zlatan Ibrahimović nasce a Malmö, in Svezia, il 3 ottobre 1981. I suoi genitori sono immigrati bosniaci e Zlatan cresce in un ambiente difficile, fatto di povertà e violenza. Nonostante questo, il giovane mostra un grande talento per il calcio e inizia a giocare a livello professionistico all’età di 17 anni.

Durante il calcio

La carriera di Zlatan Ibrahimović è costellata di successi. Ha giocato in club di prestigio come Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Manchester United e PSG, vincendo titoli in Olanda, Italia, Spagna, Francia e Svezia. È stato anche capocannoniere in diverse competizioni, tra cui la Serie A, la Champions League e la Ligue 1.

Zlatan Ibrahimović è stato uno dei giocatori più importanti della storia del Milan. Il suo passaggio al club rossonero nel 2010 ha rappresentato una svolta epocale, permettendo al Milan di tornare ai vertici del calcio italiano e internazionale. Ha giocato per il Milan per due stagioni, vincendo due scudetti, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia. In totale, ha collezionato 82 presenze e 56 gol con la maglia rossonera.

Il suo impatto sul Milan è stato immediato e la sua presenza in campo ha dato al club una nuova dimensione, sia in termini di gioco che di mentalità. Ibrahimović è un leader nato, in grado di trascinare i compagni e di motivare la squadra anche nelle situazioni più difficili.

I suoi gol sono stati decisivi per la vittoria di molti trofei. Il suo colpo di testa contro la Fiorentina nella finale di Coppa Italia del 2011 è uno dei momenti più iconici della storia del Milan.

Ibrahimović ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi rossoneri. È un mito che difficilmente verrà dimenticato.

I suoi gol più importanti

Tra i gol più importanti di Zlatan Ibrahimović con il Milan, si possono ricordare:

  • Il gol di testa contro la Fiorentina nella finale di Coppa Italia del 2011, che ha permesso al Milan di vincere il trofeo.
  • Il gol di testa contro l’Inter nella finale di Supercoppa Italiana del 2011, che ha permesso al Milan di vincere il trofeo.
  • Il gol di testa contro il Napoli nella finale di Coppa Italia del 2012, che ha permesso al Milan di vincere il trofeo.
  • Il gol di tacco contro la Juventus nel derby di Milano del 2011, che ha permesso al Milan di vincere il derby.
  • Il gol di rigore contro la Roma nel derby di Milano del 2012, che ha permesso al Milan di vincere il derby.

Dopo il calcio

Zlatan Ibrahimovic ha detto addio al calcio il 4 giugno 2023, dopo 25 anni di carriera e 496 gol segnati in 827 partite con 10 squadre diverse. Il suo ultimo club è stato il Milan, dove è tornato nel gennaio 2020 e ha contribuito a riportare la squadra in Champions League dopo sette anni di assenza.

Il suo saluto ai tifosi è avvenuto a San Siro, nella partita contro il Genoa, valida per l’ultima giornata di Serie A. Ibrahimovic è entrato in campo al minuto 75, sostituendo il suo erede designato, il giovane norvegese Haaland. Il pubblico gli ha tributato una standing ovation, applaudendolo per oltre un’ora. Al termine della partita, Ibrahimovic ha pronunciato un breve discorso, ringraziando i compagni, lo staff, la società e i sostenitori. Ha poi concluso con le sue parole tipiche: “Sono Zlatan. Sono Dio. Sono leggenda”.

La sua personalità è stata sempre forte e carismatica, a volte arrogante e irriverente. Ha avuto contrasti con alcuni allenatori, come Capello, Guardiola e Mourinho, e con alcuni compagni, come Messi, Eto’o e Balotelli. Ha pronunciato frasi memorabili, come “Non ho bisogno del Pallone d’Oro per sapere che sono il migliore” o “Se avessi giocato con i miei compagni sarebbe stato come guidare una Ferrari con un motore da Fiat”.

Ha scritto due libri autobiografici, intitolati “Io sono Zlatan” e “Io sono il calcio”.

E’ stato uno dei calciatori più forti e completi della sua generazione, capace di fare la differenza in ogni squadra in cui ha giocato. Ha lasciato il segno nella storia del calcio italiano ed europeo, con il suo stile unico e la sua personalità inconfondibile. Ha chiuso la sua carriera da campione, ricevendo l’omaggio di tutto il mondo del calcio. Come lui stesso ha detto: “Sono nato vecchio e morirò giovane”.