Il mondo dell’atletica piange la scomparsa di Kelvin Kiptum, il keniota che aveva stabilito il record mondiale della maratona a Chicago nel 2023. Il giovane corridore, di soli 24 anni, è morto domenica 11 febbraio in un tragico incidente stradale, insieme al suo allenatore Gervais Hakizimana, mentre si trovava nella sua regione natale, nel Kenya occidentale.Sport in lutto: Kelvin Kiptum è morto a 24 anni. La carriera in foto

L’incidente è avvenuto su una strada tra le città di Eldoret e Kaptagat, nel cuore della zona ad alta quota dove si allenano i migliori maratoneti del mondo. Secondo i media locali, l’auto su cui viaggiavano Kiptum e Hakizimana ha perso il controllo e si è schiantata contro un albero. A bordo c’era anche una donna, Sharon Kosgei, che è stata ricoverata in gravi condizioni in un ospedale vicino. Nessun altro veicolo sarebbe stato coinvolto nello schianto.

La notizia della morte di Kiptum ha scosso il mondo dell’atletica, che ha espresso il suo cordoglio e il suo omaggio al campione keniota. Tra i primi a farlo è stato il presidente della World Athletics, Sebastian Coe, che ha scritto su X: “Siamo scioccati e profondamente addolorati nell’apprendere della devastante perdita di Kelvin Kiptum e del suo allenatore, Gervais Hakizimana. A nome di tutta l’atletica mondiale inviamo le nostre più sentite condoglianze alle loro famiglie, agli amici, ai compagni di squadra e alla nazione keniota. È stato solo all’inizio di questa settimana a Chicago, il luogo in cui Kelvin ha stabilito il suo straordinario record mondiale di maratona, che ho potuto ratificare ufficialmente il suo tempo storico. Un atleta incredibile che lascia un’eredità incredibile, ci mancherà moltissimo”.

Anche il due volte campione olimpico del Kenya negli 800 metri, David Rudisha, ha espresso il suo dolore su X: “Sono scioccato e profondamente rattristato dalla notizia. Kelvin era un grande talento e un grande amico. Il mio pensiero va alle sue famiglie e a tutta la comunità di corridori”.

Kelvin Kiptum era nato il 2 dicembre 1999 a Eldoret, una città nota per aver dato i natali a molti campioni di atletica. Aveva iniziato a correre da bambino, seguendo le orme del padre, che era stato un mezzofondista. Si era poi dedicato alla maratona, diventando uno dei migliori al mondo. Nel 2022 aveva vinto la maratona di Valencia con il tempo di 2:03:51, il quarto più veloce della storia. Nel 2023 aveva vinto la maratona di Londra con il tempo di 2:02:37, il secondo più veloce della storia. Ma il suo capolavoro era arrivato a ottobre dello stesso anno, quando aveva vinto la maratona di Chicago con il tempo di 2:00:35, stabilendo il nuovo record mondiale e diventando il primo uomo a correre la maratona in meno di 2 ore e 1 minuto in una gara ufficiale. Il suo record era stato ratificato dalla World Athletics proprio la settimana scorsa.

Kelvin Kiptum aveva come obiettivo di partecipare ai Giochi Olimpici di Parigi, che si terranno quest’estate, e di tentare di scendere sotto le due ore nella maratona. Aveva in programma di correre ad aprile a Rotterdam, dove avrebbe potuto sfidare il suo connazionale e rivale Eliud Kipchoge, il primo uomo a correre la maratona in meno di due ore in una gara non ufficiale, nel 2019 a Vienna.

Kelvin Kiptum era considerato una stella nascente dell’atletica, un atleta straordinario, dotato di una grande velocità, resistenza e determinazione. Era anche un ragazzo umile, gentile e generoso, che amava la sua famiglia, i suoi amici e il suo paese. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nel mondo dello sport e nella società keniota, che ha perso uno dei suoi figli migliori.